La profonda crisi d'identità della Profumeria Artistica

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La profonda crisi d'identità della Profumeria Artistica - Alla Violetta Boutique

La profonda crisi d'identità della Profumeria Artistica

Si sente parlare da più parti, e da un po' di tempo, di una crisi d'identità della profumeria artistica e di nicchia. In effetti, l'enorme crescita avuta negli ultimi 25 anni da questo segmento di mercato — con un'accelerata post-Covid grazie a TikTok e ai social — rende la terminologia "di nicchia" abbastanza desueta, o meglio: proprio inadeguata a descrivere quello che questo mercato è diventato oggi.

Da quella "porticina" fatta perlopiù di profumerie piccole e indipendenti, sparse ormai in quasi tutta Europa, sono entrati brand che oggi fanno parte di colossi multinazionali che non ragionano più, o non solo, in termini artistici. Al contempo, anche i distributori che hanno cominciato come piccole realtà nazionali con questi piccoli brand si ritrovano oggi ad essere grosse aziende che cercano risultati importanti, comunque non adeguati a quello che dovrebbe essere un mercato di nicchia.

Ne consegue che tutta una serie di dinamiche sta mutando alla velocità della luce.

Il problema del tempo: la crescita forzata

A cominciare dal fatto che non si dà più tempo per la crescita e la conoscenza di un brand, che appena lanciato sul mercato deve cercare di portare risultati di fatturato ed esposizione importanti. Quindi social a go-go, vetrine a go-go e quant'altro: tutto, di base, a scapito della qualità del lavoro che — a prescindere da tutto — richiede tempo.

Se volessimo usare una metafora, è come se un bimbo appena nato fosse riempito di "steroidi" e vitamine per renderlo in fretta capace di camminare e andare "al lavoro". Logicamente, se la cosa appare possibile da un lato, dall'altro è evidente che tale bimbo paleserà prima o poi dei problemi, anche se non immediatamente visibili.

La rete delle profumerie indipendenti: stanchezza e saturazione

La verità ulteriore è che anche la rete di profumerie indipendenti — sempre più cresciuta in questi ultimi cinque anni e che era in piedi già dal pre-Covid — ha perso mordente. Sembra non aver più voglia di presentare prodotti o brand: un po' perché si è "seduta" sulla richiesta del video di turno, un po' perché anche loro sono diventate piccole aziende che devono coprire costi e tassazione importanti, e un po' perché è diventato abbastanza difficile anche per loro districarsi in questa enorme offerta prodotto derivante dall'esplosione del mercato.

Ed ecco che all'improvviso nascono e muoiono progetti alla velocità della luce. Ciò che era acqua di Lourdes ieri, oggi diventa il peggior "letame" che il segmento possa aver partorito, e viceversa. Una contraddizione perenne che trova la sua summa nel definire "questo prodotto un capolavoro esclusivo", per poi ritrovarselo in 100-500 negozi di ogni genere già soltanto in Italia, con una media che troppo spesso si aggira tra le 10 e le 20 porte (negozi) per regione: cosa che proprio non si adatta a un mercato di nicchia.

Promesse disattese, prodotti scadenti presentati per vincenti: ed ecco che la frittata è fatta.

Il cliente se ne va, in silenzio

Il cliente — quello sveglio, la persona perbene — la prima volta non ti dice nulla, la seconda forse ti dà un'altra possibilità, la terza non lo vedi più. Esce così in punta di piedi, e non dalla profumeria X, ma dal segmento nella sua totalità, e decide di comprare altro: piuttosto che qualcosa che si presenti come normale e appunto sia tale.

Comprendere il vero mercato di riferimento

Ora, per procedere in maniera sana da questo punto critico, bisogna comprendere che la profumeria artistica e di nicchia — intesa come gruppo di operatori, negozianti, distributori e brand — in questi ultimi anni ha "speculato" una quota di mercato che non è propriamente la sua: ovvero i consumi del grande pubblico dei profumi, che a un certo punto hanno chiesto qualcosa di diverso che nel commerciale non era pronto, e si sono rivolti al nostro segmento.

Ciò ha fatto credere a tantissimi, forse tutti, che questo fosse oggi il nostro mercato di riferimento: cosa che proprio non è. A meno che, appunto, ci si voglia rivolgere al mercato con questo approccio commerciale — il che implica tutta una serie di dinamiche che, per quello che ci riguarda, abbiamo sempre evitato. E non perché siamo savi o altro, piuttosto perché ci è perfettamente noto che confluire in questa parte commerciale del mercato della profumeria ci farebbe fagocitare in men che non si dica, a causa della disparità di mezzi finanziari e organizzativi.

La scelta di Alla Violetta Boutique: pulizia e coerenza

Quello che stiamo facendo come Alla Violetta Boutique — considerata da tanti un riferimento nazionale per la profumeria artistica e di nicchia — è innanzitutto "pulire" la nostra offerta da prodotti, brand, operatori e distributori che hanno palesato in più di un'occasione, più o meno celatamente, di volersi rivolgere al grande pubblico sventolando però la bandiera dell'artistico, piuttosto che della distribuzione esclusiva o selettiva.

Così come stiamo rimuovendo operatori che disattendono, più nei fatti che nelle parole, a questa promessa di "diversità" dell'offerta. E continuiamo a ricercare brand e persone che ci ispirino sia nella qualità del lavoro che in quella delle idee, con la speranza che questo percorso di selezione rigorosa possa restituire dignità e senso a un segmento che rischia di perdere la propria anima.

Perché la profumeria artistica non è una questione di numeri, ma di visione. Non è una moda passeggera, ma una cultura olfattiva costruita nel tempo. E se il mercato ha bisogno di rallentare, di tornare a dare valore alla rarità, alla cura, alla competenza, noi siamo pronti a farlo. Anche se questo significa dire di no più spesso, distribuire meno, selezionare di più.

La nostra identità non è in crisi. È in evoluzione consapevole.

Continuiamo a proporre con convinzione creazioni come Baccarat Rouge 540 di Maison Francis Kurkdjian, Carnal Flower di Frederic Malle, Do Son di Diptyque: fragranze che rappresentano l'essenza della profumeria d'autore, costruite con tempo, visione e integrità.

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